YANGSHUO
Viaggio in Cina

L'autobus da Guilin a Yangshuo dovrebbe metterci un'ora ma ce ne mette oltre due.

»Dopo una settimana a viaggiare in autobus, mi sono reso conto che tutto il sistema dei bus, a differenza del trasporto ferroviario, "puzza": alcuni conducenti guidano come pazzi, altri vanno lentissimi (frizione in discesa, a passo d'uomo in salita), tanto da farmi venire il sospetto che abbiano incentivi sul risparmio di carburante (o peggio). Ma non è tutto. Per esempio, io parto dalla stazione degli autobus con regolare biglietto. Ma la maggior parte delle persone sale strada facendo, paga meno e non le viene dato alcun biglietto. Spesso queste persone salgono 200 metri dopo che il bus è partito dalla stazione, e scendono 200 metri prima che arrivi alla stazione di destinazione. Quindi fanno il tragitto completo, ma non pagano il prezzo intero e non viene loro emesso alcun biglietto. Inutile specificare nelle tasche di chi finiscono quei soldi.

Talvolta, per raccogliere il maggior numero possibile di passeggeri "in nero", succede che il bus va lentissimo, fregandosene del fatto che c'è chi, come me, ha pagato il biglietto intero e avrebbe diritto ad arrivare a destinazione in tempo. Talvolta accumula, per questo motivo, anche un'ora di ritardo (è appunto il caso del percorso da Guilin a Yangshuo). Ho provato a protestare anche in modo feroce, ma è una battaglia persa. In altri casi caricano più persone dei posti a sedere, sempre per lo stesso motivo: più persone viaggiano "illegalmente" (senza biglietto), più soldi in nero entrano nelle tasche di conducenti e bigliettai. Finchè non saranno i viaggiatori cinesi a lamentarsi (e ne avrebbero ben donde: è loro interesse fare in modo che i loro soldi finiscano nelle casse dell'azienda degli autobus, che così li può investire per migliorare il servizio), non c'è nessuna speranza che le cose migliorino. Già, ma con chi si possono lamentare? L'opposizione politica non esiste, e la stampa non è libera. Un bel dilemma.

Non faccio in tempo a scendere dall'autobus che un tizio mi avvicina e mi offre di portarmi al suo hotel. Sono riluttante, ma non so dove ci troviamo, è buio e tutto sommato qualcuno che mi aiuta mi può far comodo. Qui comincia tutta una serie di problemi dovuta a questa persona disonesta e bugiarda, di cui riuscirò a liberarmi solo andando direttamente alla Polizia. Una brutta storia che non può e non deve cancellare tutte le altre volte in cui, in Cina, sono sempre stato accolto e trattato bene. Purtroppo però Yangshuo è una località eccessivamente turistica in cui le persone che approfittano dei turisti non mancano.

La città di Yangshuo di per sè non è gran cosa: in pratica tutto ruota attorno a Xi Jie (Via Occidentale):

che alla sera si trasforma in paradiso del turista: ristoranti, negozi, caffè che si improvvisano discoteche, e così via, fino a tarda notte. Alla sera, in un ristorante, incontro un insegnante di Inglese americano (della Florida) e un veterano della US Navy, sempre americano ma di Boston. Il veterano mi dice di essere stato in Italia dal 1951 al 1954 e così parliamo della situazione (terribile) in cui versava l'Italia in quel periodo, disfatta dalla guerra e non ancora raggiunta dal boom economico della seconda metà degli anni '50 e poi degli anni '60.
L'insegnante ha un'eccellente conoscenza della storia europea; parliamo della seconda guerra mondiale (sapeva di Mussolini) - gli parlo del mio viaggio in Russia e del fatto che lì mi sono reso conto che per loro la guerra è stata molto più terribile che nell'Europa Occidentale e lui mi dice: 'Certo, i nazisti li hanno sconfitti loro, non noi Americani o gli Inglesi'; un riconoscimento secondo me assolutamente giusto, ma non facile da riscontrare in un Anglosassone - per molta "informazione" occidentale (a cominciare da Hollywood) è vero esattamente il contrario.
Mi parlano anche del 'business' di insegnare l'Inglese in Cina e di quanta richiesta ci sia in questo momento, tanto che è comune anche per i non-native English speaker insegnare; addirittura mi dicono che potrei farlo io se volessi - in cambio potrei ricevere lezioni di Cinese e così imparare la lingua. Si potrebbe anche fare, penso fra me e me, se non fosse che nel tempo che i miei eventuali allievi cinesi imparano l'Inglese, io avrò imparato sì e no come ordinare un caffè in Cina .
Un colloquio estremamente interessante, cordiale e rilassato.

I dintorni di Yanshuo sono di una bellezza eccezionale: il piatto forte sono i campi di riso in primo piano con i picchi carsici sullo sfondo:

Perchè non prendere la bicicletta a noleggio e andare a scoprire questo paesaggio per conto proprio? E infatti lo faccio .

Parte del percorso costeggia il fiume Yulong, un tratto quasi altrettanto bello di quello sul fiume Li:

Lungo il percorso riesco a vedere la "Assembled Dragons Cave". Già, avete indovinato, ancora i draghi . E stavolta non uno, ma addirittura un insieme "coalizzato" di draghi . Le grotte nei paesaggi carsici sono comuni: la stessa erosione che crea i picchi crea anche le grotte. La Grotta è spettacolare, la si visita in parte a piedi e in parte in barca:

L'illuminazione al neon colorato rende le grotte attraenti all'occhio e belle da fotografare, ma purtroppo non si ha idea di come siano fatte veramente. Una concessione allo spettacolo secondo me eccessiva. In alcuni casi si riesce ad intuirne l'aspetto originale facendo foto con il flash alla massima potenza:

Il paesaggio che si vede dalla Grotta è altrettanto bello:

La tappa successiva è l'incredibile Moon Hill:

dalla cui cima si ha una splendida vista sui picchi circostanti, nonostante la foschia:

Tornando alla città di Yangshuo, quì più che altrove si vede l'incredibile propensione dei Cinesi a vendere. Ho bisogno di un paio di scarpe da jogging perchè le mie ormai danno segni di cedimento. Non faccio in tempo ad entrare in un negozio che ho attorno 3 commesse. E una volta che hanno saputo il mio numero di scarpe, sono persino imbarazzato ad adocchiare un paio qualsiasi di scarpe, perchè appena lo faccio una di esse è già andata a prendere il numero giusto per quel modello. E ogni volta che solo manifesto l'intenzione di guardare un altro modello la scena si ripete. Alla fine compro il mio paio di scarpe e me ne vado, ammirato dalla solerzia del personale ma anche un po' colpito da un atteggiamento verso il cliente che noi considereremmo "servile".

Deve essere giorno di commissioni, perchè decido anche di tagliarmi i capelli. Sono in giro da un po' e si sono fatti lunghi. Ora che, migrando verso le pianure del Sud, è ritornato il caldo, ho bisogno di sfoltire. Nel posto dove vado mi accoglie una tizia che mi fa sedere, poi arriva un ragazzo di una ventina d'anni. Non faccio in tempo a dire la "sh" di "short" che ha già iniziato a raparmi senza indugi. Ormai il danno è fatto, spero almeno che me li faccia bene. Dopo 8 minuti ha finito e sono già pronto per pagare e per uscire. Gli dico "You are very fast" e lui gongola. Mi viene da aggiungere "Maybe too fast", ma riesco a trattenermi. A posteriori dovrò riconoscere che il taglio non era male.

Nei negozi tentano sempre di venderti qualcosa, anche quando è evidente che non ne hai bisogno. Iniziano sempre con "Helllloooooooo", e da quel momento non hai più pace. L'esempio più incredibile mi era capitato, diverse volte, alle stazioni ferroviarie: mentre sono in sala d'attesa gira un tizio che vende i giornali. I giornali sono ovviamente scritti in Cinese, il tizio tenta di vendermeli e io, sorridendo, faccio cenno di non capire la lingua. Ma il tizio continua a propormeli ugualmente. Forse vuole dirmi "Non sarebbe ora di impararlo, 'sto c..zo di Cinese?".

Quando poi vedono uno straniero intuiscono subito la possibilità di un guadagno extra. E con le quattro parole di Inglese che conoscono tentano in ogni modo di sostenere una conversazione. Ma questa conoscenza approssimativa dell'Inglese può venir buona con chi ti vuole vendere qualcosa a tutti i costi (succede in continuazione, talvolta ho l'impressione che tutti gli 1.3 miliardi di Cinesi lo abbiano come obiettivo): quando insiste troppo gli butti lì una frase un pò complessa tipo 'Sorry, I've just realized that I am late to catch my night train' e mentre quello rimane lì perplesso a cercare di capire, ne approfitti per allontanarti. È scorretto, lo so, ma vi assicuro che è dettata da istinto di sopravvivenza.

Ormai si avvicina il tempo del ritorno a casa e diventa naturale iniziare a pensare a regali e souvenir. Ma non è facile perchè in Cina i falsi abbondano. Per esempio, una delle glorie della Cina è la giada. Quella autentica è carissima, leggi sulla guida turistica, ma poi giri per bancarelle e negozi e ti vendono i Buddha di giada verde per pochi euro. Gli dici: "Ma non è vera giada!" e ti rispondono "Sì che lo è". E ridono.