GUIZHOU

Il treno arriva a Kaili, un primo bus mi porta a Leishan e un secondo a Xijiang su percorsi tortuosi in mezzo a splendide valli:

»Xijiang è un villaggio della minoranza etnica Miao che si trova in una conca circondata da basse montagne. Trovo conferma, guardandomi in giro:

a qualcosa che avevo già notato in precedenza, quando mi è capitato di vedere le minoranze etniche del Sud-Ovest della Cina (i Naxi a Lijiang, i Dong, etc): poichè per loro la legge del figlio unico non vale, capita sovente di vedere parecchi bambini in giro, come se queste minoranze si sentissero in "dovere" di compensare il calo delle nascite nel resto della Cina.
Trovo un posto per alloggiare che nominalmente è un albergo ma in pratica un alloggio presso una famiglia. A parte un ponte coperto:

che è così tipico di queste zone (ne ho visti altri durante il percorso, e altri ancora riportati dalla guida turistica), il villaggio è costituito interamente di case in legno abitate da contadini:

L'attività principale del villaggio è la coltivazione di questa terra tanto fertile, e in particolare la coltivazione del riso. Passo il pomeriggio vagando nei sentieri che, strettissimi, vanno su e giù per il villaggio o attraverso i campi di riso. E forse si tratta dell'esperienza più bella dell'intero viaggio.
»La campagna cinese è profondamente diversa dalla nostra: ogni famiglia dispone di un piccolo appezzamento di terreno (questa è una conseguenza della Rivoluzione, che sottrasse la terra ai latifondisti e la assegnò ai contadini), che coltiva usando quasi esclusivamente il lavoro manuale e gli animali. Da questa terra trae sostentamento l'intera famiglia. La conseguenza è che la campagna cinese è "viva": se ci cammini, vedi i contadini all'opera, e ne vedi tanti: sotto il loro cappello conico di paglia, lavorano, lavorano, lavorano:

E a maggior ragione in posti come Xijiang, dove il tipo di coltivazione (terrazzamenti a riso) rende necessario un continuo lavoro manuale. E, se si aguzza bene la vista, se ne vede almeno uno per ogni campicello:

E così, mentre cammini su questi sentieri, ogni tanto ne sbuca uno senza che tu neanche te ne accorga e ti dice allegro: "Nihao!", che quasi ti spaventa. Le vedute sui campi di riso sono eccezionali:

I tetti di diverse case riportano una sorta di "decorazione" fatta di tegole solo posate:

di cui non sono riuscito, purtroppo, a capire il significato. Incredibile che stiano lì così, senza bisogno di cemento o di altro "collante".

Alla sera, dopo aver vagato per tutto il pomeriggio nei campi di riso, ho la necessità di mettere le foto su CD, perchè lo spazio sulla scheda SD è finito. Figurati, mi dico, se trovo un posto che mi faccia questo servizio. E invece, nella bella via centrale di Xijiang:

con figure di animali "disegnate" sulla strada:

trovo esattamente quello che cercavo e scopro che, volendo, offrono anche l'accesso a Internet.

E alla sera, ritornato all'alloggio, vedo tutta la famiglia "estesa" riunita a guardare la televisione mentre bevono il tè. Ma non stanno guardando un programma televisivo: è la registrazione del festival del riso che si è tenuto a metà settembre, mi dicono (non parlano Inglese, ma una data è una data e fino a lì riusciamo a capirci). E lo stanno vedendo su una TV a cristalli liquidi tramite un lettore DVD! Insomma, quando sono arrivato al villaggio poche ore prima ero sicuro che quì non ci fosse nulla, e invece ora scopro che, in fatto di tecnologia, non manca niente! Mi viene in mente la statistica sul reddito medio di Shanghai e del Guizhou, e non posso fare a meno di fare qualche considerazione. A Shanghai il reddito è molto maggiore, ma il costo della vita è anche molto superiore. Inoltre, come in tutte le grandi città , i "bisogni" sono perlopiù "indotti" da spinte competitive, pubblicità, interessi etc, contribuendo ad aumentare ulteriormente le spese. Il costo elevato della vita porta le persone a lavorare molto per potersela permettere, in una spirale senza fine. Per non parlare di rumore, traffico e inquinamento. E le persone sono meno amichevoli, lo si vede subito. Non coltivano le amicizie. E certamente non avranno mai tempo per radunarsi alla sera intorno ad una tazza di tè per guardare insieme un evento di cui sono stati protagonisti. Riletta così, la statistica sul reddito medio assume tutto un altro significato (o, meglio, perde di significato). La qualità della vita è solo debolmente legata al reddito medio, eppure per qualche motivo il reddito medio continua ad essere considerato, in Cina e nel mondo, l'indicatore più importante per valutare il "benessere" - secondo me questa è una visione superata.

A fine serata faccio loro una fotografia:

Il giorno dopo mi aspetta una giornata intera di viaggio in autobus su diverse tratte, in modo che il giorno dopo ancora possa riuscire a visitare i terrazzamenti di riso. Parto presto alla mattina, arrivo a Leishan da cui cerco di fare il biglietto per Congjiang. »Nessuno parla Inglese, ma mi fanno capire che devo prima andare a Kaili. Ma che dite, cerco di spiegarmi, da Kaili a Congjiang si PASSA da Leishan (e gli mostro la cartina della mia guida), che senso ha tornare a Kaili? Ma, mentre lo dico, penso anche che questo è il loro lavoro, possibile che non lo sappiano??
Mi disegnano (sì, perchè nel frattempo l'intero personale dell'autostazione mi si è radunato intorno) una mappa per farmi capire, ma non capisco. Segnano un punto a metà del percorso con un cerchio, e io continuo a non capire. Ma che stanno dicendo? Mi vogliono fare 'sto biglietto o no?
Dai e ridai, alla fine capisco: stanno tentando di dirmi che il percorso che voglio fare io non si può fare, perchè la strada è interrotta. Devo tornare a Kaili da dove è possibile raggiungere Congjiang tramite un'altra strada, più lunga. Il problema è che segnano l'interruzione con un piccolo cerchio quando noi useremmo una croce. Ok, capisco ma vorrei non aver capito. Perchè questo significa che tutti i piani saltano, e che passerò i prossimi due giorni a girarmi il Guizhou passando da un autobus all'altro. Sono arrabbiato e frustrato, ma che ci posso fare? Va bene, fatemi 'sto biglietto per Kaili e andate tutti al diavolo.

Sono già sul minibus pronto a partire quando una delle signore dell'autostazione sale di corsa sull'autobus, mi prende di forza e mi tira giù. Poi apre il portabagagli e mi rende lo zaino, si riprende il biglietto e mi restituisce i soldi, il tutto senza dire niente (del resto non ci si intenderebbe lo stesso). Poi mi porta verso un pulman più grande dall'altra parte dell'autostazione e mi ci spinge sopra, infine se ne va.
Ma che succede? mi dico. Sono tutti matti in questo posto? Mi giro e vedo che l'autobus è pieno, ed è pieno di ragazzi sui 17/18 anni. Non c'è neanche un posto libero; sale di nuovo la tizia di prima con un piccolo bidone sotto il braccio, lo rovescia e lo sistema dietro all'autista - mi fa segno che io lì mi devo sedere e se ne va ancora.
E così mi trovo a viaggiare su un pulman in gita scolastica, senza neanche sapere dove sto andando. Il percorso è montagnoso, tutto su e giù e pieno di curve, e l'autista guida come Schumacher, così ad ogni curva il bidone su cui sono seduto oscilla paurosamente e riesco a non cadere solo facendo forza ogni volta sulle gambe. Inoltre sono diventato, mio malgrado, l'attrazione della scolaresca. Appena possibile (quando Schumacher si calma un attimo al cambio gomme ) cerco di parlare con qualcuno - fortunatamente una studentessa parla qualche parola di Inglese e mi dice che stanno andando a Congjiang. E improvvisamente tutto mi è chiaro: la strada è interrotta per gli autobus di linea, ma il bus in gita scolastica la sta facendo. E devo ringraziare la signora dell'autostazione, che ha saputo all'ultimo momento del pulman in gita scolastica e ha avuto la prontezza di infilarmici sopra, così permettendomi di arrivare a destinazione nei tempi previsti.

Il viaggio è particolare: da una parte devo stare attento a rimanere in equilibrio ad ogni curva, dall'altra sento lo sguardo degli studenti che mi fissano come un alieno, infine ho l'opportunità di assistere ai loro canti e scherzi. L'atmosfera è allegra e rilassata. Ho solo qualche riserva sulle comiche, trasmesse dallo schermo LCD: essendo senza parole, le comiche sono l'unica trasmissione cinese che uno come me può capire. E quello che ho capito io è che nelle comiche cinesi c'è sempre qualcuno che si rompe il cranio, e tutti giù a ridere. E anche quando non è violenta, la loro comicità mi sembra eccessivamente volgare. Insomma, io avrei delle riserve a far vedere quella roba ai ragazzi; sono d'altronde consapevole che la nostra televisione fa vedere ai ragazzi cose ben peggiori, quindi mi astengo da qualunque giudizio.

La pausa pranzo è in un villaggio sulla strada, abitato da una minoranza etnica (credo i Dong, ma non ne sono sicuro):

»e mi capita anche di imbattermi in un medico "professionista":

Lungo il percorso la strada è crollata per una delle due carreggiate in diversi punti, lasciando solo una corsia utilizzabile (quella vicina al fianco della montagna). Il numero di punti in cui la strada è crollata mi fa pensare che sia stata fatta male. E così sono sempre in ballo a rifarla. E intanto il PIL sale e quindi, secondo le statistiche, il paese e' sempre piu' ricco .
A proposito di statistiche: gli Europei che lavorano in Cina che ho incontrato nel mio viaggio sono tutti concordi nel dire che i dati cinesi (e quindi le statistiche da essi ricavate) sono falsi: dall'età media della popolazione ai bilanci delle società private, ai bilanci di città e province. Addirittura, Jerome (che lavora come consulente per alcune società europee) mi diceva che qui è pratica comune per una società avere più bilanci: uno per il fisco, uno per gli investitori, uno per i lavoratori...ognuno riporta i dati che queste categorie di persone vorrebbero trovarci .

Ma se vogliamo ampliare il discorso sulle statistiche, siamo sicuri che questo problema riguardi solo la Cina? La manipolazione delle statistiche è talmente diffusa dovunque da far dire ad Aaron Levenstein: "Statistics are like bikinis. What they reveal is suggestive, but what they conceal is vital.". Non credo che, quando l'ha formulata, avesse in mente la Cina.

Durante il viaggio vedo una cosa che mi fa veramente male: il taglio esteso e metodico degli alberi in vaste aree di foresta. Non sto parlando del taglio di una parte degli alberi per evitare il sovraffollamento, ma invece di intere montagne completamente spogliate, per chilometri, con i tronchi tagliati e puliti ancora adagiati per terra. Immagino siano aree destinate al terrazzamento ad uso agricolo, oppure semplicemente serve il legno[1]. In ogni caso non vi è dubbio che alla base di questo intenso sfruttamento del territorio ci sia l'enorme pressione demografica di questo paese.

Arrivo a Congjiang stanco, dopo 6.5 ore di autobus. Ma manca ancora il tratto fino a Sanjiang. Il percorso non sembra più così montagnoso e impervio, ora si percorre una strada lungo un fiume:

Ancora una volta ho parlato troppo presto, perchè di lì a poco la strada lungo il fiume diventa sterrata. All'inizio penso si tratti di un piccolo tratto (ops), ma non è così: sono ore di strada sterrata, con i vetri del bus che sembrano saltar via dalle vibrazioni, facendo un rumore assordante. Si passa attraverso villaggi resi spettrali dalla polvere sollevata dalla strada dai mezzi pesanti che si deposita su case, alberi, dappertutto. In diversi punti la strada è in costruzione, con enormi lastroni di cemento armato preparati in situ da squadre di operai. Il viaggio non finisce mai, ora ci si arrampica su una montagna da cui poi si scenderà verso Sanjiang passando per posti isolati in un buio totale.
Alle 10:30 della sera arrivo distrutto a Sanjiang. Con un po' di fortuna ce l'ho fatta a rimanere nei tempi, ma sono a pezzi. Fortunatamente trovo un albergo vicino a dove il bus mi ha scaricato, e all'angolo della strada una donna ha messo sù una specie di ristorante ambulante in cui cucina noodles e altro, che puoi mangiare su tavolini messi lì alla bell'e meglio, illuminati dal lampione della strada. Ma basta e avanza per rimettersi in sesto prima di andare a dormire.

Il giorno dopo, prima di prendere di nuovo il bus, ho giusto il tempo di vedere un interessante esempio di architettura Dong:

  1. ^Mi è stato detto che una delle principali fonti del consumo di legno in Cina sono i bastonici usa e getta usati per mangiare.