JIUZHAIGOU

Il parco naturale di Jiuzhaigou, nel Nord del Sichuan, non era nel mio piano di viaggio, ma strada facendo ho incontrato diverse persone che mi hanno consigliato di andarci. E così, sebbene la deviazione richiedesse 4 giorni (uno per andarci, due per la visita, uno per tornare), ci sono andato. E non me ne sono affatto pentito. Devo ringraziare, in particolare, Marcella e Daisy per avermi incoraggiato in questa scelta.

Per raggiungere il parco ci vogliono 11 ore di autobus da Chengdu, su una strada gibbosa e tortuosa che attraversa regioni molto impervie con montagne, laghi, fiumi. E lì VERAMENTE entri in un altro mondo. Vedi sulla strada mezzi di ogni genere, spesso lentissimi e carichi all'inverosimile. Alcuni trasportano bestiame e si devono spesso fermare per "sistemare" gli animali, altri mezzi semplicemente si rompono. Gli abitanti locali, inoltre, occupano spesso la carreggiata con mezzi come trattori o altro fermi in mezzo alla strada, rallentando ulteriormente la circolazione. Insomma, il viaggio diventa un'odissea. Siccome guidano in modo "sportivo", un'altra causa di blocco è costituita dai numerosi incidenti: ho visto un camion rovesciato:

un minivan schiantato contro la roccia:

e un pulman di traverso in mezzo alla strada. È comune vedere sorpassi fra camion e pulman fatti in curva, oppure sorpassi multipli (una moto che supera un fuoristrada che supera un camion che supera una bicicletta che supera un pedone). Chiedo ad una persona seduta vicino a me sul bus perchè guidano così e questa mi risponde: "nella nostra cultura ogni Cinese pensa di essere fortunato e che quindi non gli succederà niente". E chiamala cultura!! E poi, cosa succede se tu non ti fai niente (perchè sei fortunato) e un altro muore? Silenzio.

»In generale è vero che in Cina il costo della vita, rispetto all'Europa, è notevolmente più basso. Ma i prezzi d'ingresso per le "National Scenic Areas" sono un'eccezione. Come già notato in altre occasioni (Huang Shan: 150 Yuan, Taishan 100 Yuan, Hua Shan 100 Yuan), il prezzo dei biglietti è piuttosto elevato anche per i nostri standard: a Jiuzhaigou 310 Yuan per ogni singolo giorno di visita![1]. E qui mi vengono in mente due osservazioni:

  • nonostante il prezzo così elevato del biglietto, che è uguale per Cinesi e per stranieri, i turisti che visitano questi posti sono tanti dappertutto, e circa il 95% di essi (così a occhio) è Cinese. Questo deve significare che i Cinesi ricchi non mancano.
  • un prezzo così elevato di fatto preclude a molti Cinesi la possibilità di visitare i posti più belli del LORO paese. Come fa un sistema politico che si dichiara comunista a seguire una politica di questo tipo?
Quando mi è capitato di esprimere queste mie considerazioni con altri Cinesi, ho più che altro ricevuto conferma a entrambe le osservazioni, senza però che questo mi chiarisse il perchè accada.

Il parco di Juzhaigou, secondo me, è una meraviglia assoluta, paragonabile per bellezza (anche se sono molto diversi) solo a Yosemite in California, fra quelli che ho visto. Si trova in una valle lunga una trentina di chilometri, chiusa al traffico, percorsa da un torrente[2]

che, lungo il percorso, forma innumerevoli laghi e laghetti:

cascate e cascatelle:

L'acqua contiene minerali che la rendono di un colore unico. Sul fondovalle corre un percorso pedonale che fiancheggia i vari laghi, le cascate, il torrente, e di tanto in tanto arriva ai villaggi tibetani sparsi all'interno del parco:

Il primo giorno percorro la parte inferiore del parco. Cammino lungo questo interminabile camminatoio sul fondovalle, con la mappa in mano, passando i vari laghi. Ognuno ha un suo nome, e sono nomi suggestivi, come Lago del Rinoceronte, Lago della Tigre, etc. E le descrizioni dicono "è detto Tiger Lake perchè ha una forma aggressiva come quella di una tigre"[3]. Lo guardo e, nonostante i miei sforzi, a me sembra solo un lago. "è detto Rhinoceros Lake perchè, come il Rinoceronte...". Mi sforzo ancora di più di trovarvi un barlume di rinoceronte, ma purtroppo anche questo mi sembra solo uno specchio d'acqua dalla normalissima forma di...lago. Inizio ad avere i complessi di inferiorità: evidentemente, mi dico, la mia fantasia è davvero scarsa; non ho immaginazione; non so vedere al di là della cruda realtà; insomma, per farla breve, sono una merda. Beati i Cinesi che, in un lago, ci vedono una volta una Tigre, un'altra un Rinoceronte, un'altra un Panda, un'altra ancora una freccia di bamboo, e via immaginando. E intanto mi domando: ma cosa fumano, 'stì Cinesi??
Fortunatamente la bellezza del paesaggio contribuisce a fermare la mia crescente depressione. Le immagini sono straordinarie:

Inoltre sono fortunato a visitare il parco in questa stagione, in cui i colori autunnali della vegetazione (rosso, giallo, verde) si mischiano all'azzurro intenso delle acque.

Ma anche i fianchi delle montagne sono particolari:

La sera nell'ostello arriva in camera un tizio che parla Inglese con un'accento veramente strana. Parlandoci apprendo dapprima che è Australiano[4], e in seguito che insegna Inglese a Shanghai in una scuola cinese. E mentre penso a come i Cinesi parlano Inglese (i pochi che lo parlano, s'intende), mi viene da dire "Ora capisco...".

»A cena mi lancio sulla mitica cucina del Sichuan. Spesso questi piatti sono molto speziati ma, di solito, le spezie si trovano in una brodaglia molto liquida che serve solo a insaporire ciò che vi è immerso (carne, vegetali, noodles). Ma se, complice forse la scarsa esperienza con i bastoncini, fai l'errore di "pescare" e ingoiare qualcuna di queste spezie, allora ti si spegne la luce. Il mio viso cambia colore e smetto di respirare. Contemporaneamente sento contrazioni fortissime nella parte superiore dello stomaco. La tizia del ristorante, senza dire nulla, corre a prendere una bacinella e me la ficca sotto al mento - dalla rapidità con cui agisce deduco che per lei la scena non è nuova: sta sicuramente pensando "Un altro pirla di straniero che vuole fare il figo a provare la nostra cucina - mò sono c..zi tuoi". Dopo circa 30 secondi di apnea qualcosa migliora, mi portano un po' d'acqua e pian piano ritorno alla vita. La bacinella non è servita, fortunatamente; anzi posso riprendere a mangiare l'ottimo cibo del Sichuan. Come potrete immaginare, facendo MOLTA ATTENZIONE a quel che finisce fra i bastoncini.

Il secondo giorno visito la parte superiore del parco con Helen e Joanna, due viaggiatrici cinesi di Taiyuan che ho incrociato il giorno prima e si sono gentilmente offerte di accompagnarmi nella visita. Parlano Inglese piuttosto bene e questo è un grosso aiuto per me, oltre a darmi la grande occasione per poter imparare qualcosa.

La giornata non è altrettanto bella del giorno precedente e fa anche freddo, che a quasi 3000 metri si sente. Ma i laghi e le cascate mantengono colori e bellezza inalterati. Dai colori irreali del Panda Lake:

al multicolore Colorful Lake:

Le "Pearl Shoal Waterfalls" sono le più belle cascate del Parco:

Nella parte più alta della valle ci sono infine il Long Lake e il Five-Colored Pool:

Ah, nel caso pensaste che il colore dell'acqua nelle foto sia merito di Photoshop , devo dirvi che vi sbagliate: nessuna delle foto è stata in alcun modo ritoccata.

»Nel parco viene impiegato diverso personale, in massima parte persone locali. E anche quì, come già sullo Huang Shan, a Shanghai e a Beijing, ho l'impressione che ci siano più persone di quelle che servono. È autunno, cadono le foglie. È normale dappertutto, in una foresta di latifoglie poi... Eppure sul camminatoio le foglie non fanno neanche in tempo a toccare terra, perchè c'è già qualcuno con una felpa verde e una ramazza che le ha spazzate via. E vedi queste persone andare avanti e indietro ramazzando in continuazione dei percorsi già perfettamente puliti.

Nel Parco, come già avevo notato il giorno precedente visitandone i villaggi tibetani, sopravvive la cultura delle minoranze locali. Si organizzano per offrire servizi ai visitatori come ad esempio la possibilità di posare con i loro abiti (nella seconda foto Helen):

oppure svolgono servizi di guida all'interno del Parco, sempre indossando i loro coloratissimi abiti:

Il Parco è magnifico e ben tenuto. È opportunamente chiuso al traffico privato, anche se purtroppo gli autobus del servizio di trasporto vanno avanti e indietro un po' troppo spesso. Mi permetto un paio di critiche:

  • non ci sono sentieri che salgono lungo la costa delle montagne che circondano la valle. In pratica, il visitatore può solo percorrere i camminatoi a fondo valle, e così è un po' come se si sentisse "costretto". I sentieri lungo le montagne, se ci fossero, amplierebbero enormemente la possibilità di esplorare la natura di questo parco meraviglioso, e consentirebbero eccezionali vedute d'insieme dei laghi della valle.
  • le strade che percorrono la valle sono chiuse alle biciclette. La valle è lunga circa 30 chilometri, con un dislivello contenuto, e pertanto si presterebbe ad essere percorsa in bicicletta. Sarebbe inoltre un modo per ridurre il traffico dei bus all'interno del parco e, soprattutto, di incoraggiare nei visitatori un comportamento virtuoso e salutare. Invece no: vietato. Mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse la logica (se c'è) di una regola per me incomprensibile.
Un ultima curiosità: il parco "gemello" di Jiuzhaigou, a circa 3 ore di bus, è il parco di Huanglong, che significa Drago (sì, drago ) Giallo.
Se menziono un altro parco significa che, almeno a Jiuzhaigou, dei draghi non c'è traccia, no?
No. C'è traccia anche quì. Ecco, in sequenza, il "Lago del Doppio Drago" e il "Lago del Drago che dorme":

  1. ^220 Yuan per il biglietto di ingresso + 90 Yuan per l' autobus. Al di fuori del periodo di ferie cinesi il biglietto di ingresso vale per due giorni
  2. ^In realtà la parte superiore della valle è percorsa da due torrenti che poi si riuniscono circa a metà strada
  3. ^Non mi ricordo le parole precise, ma il senso è quello
  4. ^Niente di strano, gli Australiani sono noti per essere i "peggiori" fra i native speakers, per quanto riguarda l'accento e l'intonazione