LESHAN
Viaggio in Cina

Da Chengdu la visita giornaliera a Leshan (140 chilometri a sud) è d'obbligo. Vi si trova il Grande Buddha, la statua di Buddha più grande del mondo. La statua è scolpita nel fianco di una parete rocciosa alla confluenza di tre fiumi:

In quel punto le correnti erano tanto vorticose da far affondare le barche, così i locali hanno pensato di costruire una statua del Buddha a protezione delle barche medesime. Il materiale di risulta della scultura, finito sul fondo del fiume, ha veramente ridotto la forza delle correnti, così rinforzando nei locali la convinzione che Buddha abbia fatto il suo dovere. Mai vista una circostanza più fortunosa in vita mia.

La grande statua del Buddha si trova in un complesso più ampio sulle due colline Wuyou e Lingyun, collegate da un bel ponte:

e punteggiate di templi e altre costruzioni sacre. Il Tempio Wuyou ha una stanza con 1000 arhat (Esseri Buddisti Celestiali) di terracotta. Gli esseri saranno anche celestiali, ma alcune pose mi sembrano molto terrene:

Il complesso emana un'aria di armonia e di bellezza veramente speciali, ne rimango affascinato. Sono con un gruppo eterogeneo di Europei che vive e lavora a Shanghai. Siamo ancora nella settimana di ferie dei Cinesi e la folla è tale che non è possibile percorrere le scale (c'è una coda enorme e addirittura scoppia una rissa, deve intervenire la polizia per sedare gli animi) che, in discesa, corrono di fianco al Buddha - riesco giusto a vedere la testa del Buddha:

Non è la prima volta che parlo di affollamento, code, marea di persone, etc., quindi a questo punto potreste chiedervi come sia realmente il sovraffollamento in Cina. Questo video della coda di Leshan non rende appieno il fenomeno, ma dovrebbe almeno dare un'idea:

Non manca neppure il Chinglish a tenerci allegri. In un'area della collina compare questo cartello:

L'unico modo che mi è venuto in mente per "rinfrescare il circondario" è di pisciarci dentro, all'aiuola. Ovviamente mi sono astenuto, ma secondo voi è questo che intendevano?

Per tornare a Chengdu, siccome è tardi, dobbiamo ricorrere ad un bus "non ufficiale" (in Cina le cose non ufficiali abbondano). La tizia cinese che vuole venderci il viaggio ci fa vedere una foto del pulman per convincerci. Sembra a posto, quindi accettiamo. Quando finalmente, con 40 minuti di ritardo, il pulman arriva, ci accorgiamo che sì, è quello della foto, ma la foto è stata fatta 20 anni prima!! In ogni caso non abbiamo alternative.
Non possiamo salire sul pulman perchè ci sono sù persone che dovrebbero scendere ma non ne vogliono sapere. Dopo 20 minuti di grida, minacce e spintoni, queste scendono e finalmente possiamo salire. Il pulman fa 100 metri e a bordo scoppia una rissa, perchè hanno venduto più biglietti dei posti a sedere e chi è rimasto in piedi non l'ha presa bene. Altri 20 minuti di urla e minacce, poi qualcuno scende e il viaggio può finalmente iniziare. Arrivati a Chengdu il pulman, invece che nel posto promesso (la stazione dei bus) si ferma in mezzo ad uno stradone e il conducente dice che siamo arrivati. Io e gli altri ragazzi con me scendiamo, ma i passeggeri cinesi, incazzati come bestie, non scendono. Poi scendono ma si mettono davanti al pulman per non farlo ripartire. Decido che ne ho avuto abbastanza e mi allontano, quindi non vi so dire come sia finita.

Questo episodio, sebbene non rappresenti la media (i viaggi ufficiali funzionano abbastanza bene), è indicativo di questa società: il Cinese può essere gentile e premuroso in famiglia, con gli amici, anche con te, se ti conosce o se gli chiedi aiuto. Ma in mezzo alla folla, con quello che noi genericamente definiremmo "il prossimo", se ne frega. Non fa nulla per rendersi gradevole e si comporta spesso in modo prepotente e aggressivo. Non so se questo sia una conseguenza dell'affollamento, ma per me è molto sgradevole, e lo vedi ovunque: quando sputano per terra (non è lo sputo che fa schifo, è il gesto molto rumoroso che fanno prima per "raccogliere" il catarro che è disgustoso), guidano, suonano il clacson senza motivo in piena notte, ti fumano in faccia, ti spostano con la mano per fare una foto, etc.

Una delle persone con cui ho fatto il viaggio a Leshan, una ragazza tedesca che lavora a Shanghai, mi dice che lei adesso non li subisce più, questi comportamenti, e così una mattina, con una Cinese che ogni mattina "saltava" la coda per prendere l' ascensore, le ha tirato una spallata che l'ha fatta finire dall'altra parte della stanza e le ha urlato (lei parla Cinese): Non provarci più. A parte il fatto che spalla tedesca contro spalla cinese è una lotta impari [1], ho deciso anch'io di non subire più questi comportamenti maleducati e così a Jiuzhaigou, quando un Cinese mi è passato davanti in coda, gli ho messo una mano sulla spalla, l'ho tirato indietro e gli ho detto ad alta voce, in Inglese: "Fate così a fare la coda, in Cina?". Il tizio si è incazzato, ha urlato qualcosa ma poi è tornato al proprio posto.

Questi comportamenti maleducati e prepotenti si riferiscono alla media della popolazione, ma non mancano eccezioni: innanzitutto i giovani che hanno studiato; vedo che hanno una mentalità diversa e comportamenti migliori. Ma sapranno cambiare la mentalità dominante? Per ora non sembrano avere grande voce in capitolo. E poi le minoranze etniche, che non sono per niente aggressive, anzi sono molto gentili. Ma si sà che stanno soccombendo rispetto all'invadenza degli Han. Questo lo vedo in parte di persona qui nel sud-ovest, dove ci sono diverse minoranze etniche. Chi è stato in Tibet mi dice che è stato parecchio cambiato dai Cinesi.

  1. ^Posso ben capire che la Cinese sia finita a 3 metri di distanza