CHENGDU

Chengdu, nel Sichuan, è la mia prima tappa nel Sud-Ovest della Cina, la regione che comprende anche le province dello Yunnan, del Guizhou e del Guangxi e che viene generalmente considerata la parte più interessante del paese, per diverse ragioni: paesaggi unici (montagne e parchi naturali nel Sichuan, canyon, altopiano tibetano e foreste tropicali nello Yunnan, formazioni carsiche nel Guizhou e nel Guangxi), siti storico-religiosi, minoranze etniche (Tibetani, Naxi, Bai, Miao, Dong). Ma probabilmente la ragione principale è che questa parte del paese non è ancora stata toccata dal selvaggio sviluppo della costa orientale e pertanto vi si trova la Cina più autentica. Vedrò tutte queste regioni e sono incredibilmente curioso: mi aspetta una delle parti più belle del viaggio.

Alla sera, appena arrivato, vago a caso senza meta precisa - la città è carina e moderna ma non ha un "landmark" particolare. E, naturalmente, piove. Più per caso che per reale volontà, ho la fortuna di finire nella piazza Tianfu. è in corso uno spettacolo acquatico-musicale: le fontane della piazza spruzzano acqua al ritmo della musica dell'Opera del Sichuan, mentre la piazza è percorsa da giochi di luce e vapore:

Il tutto sotto gli occhi di un Mao benedicente:

Non so se Mao avrebbe veramente benedetto tutto questo sfarzo e ostentazione di benessere, ma certamente è apprezzato dai cittadini di Chengdu: in piazza ci sarà stato almeno un milione di persone .

Anche quì, come a Xi'an, stanno costruendo la Metropolitana. Questo causa grandi disagi ad un traffico già di suo terribile. Ma i disagi sono temporanei, il beneficio sarà permanente, quindi ne vale la pena - forse questo i Cinesi lo hanno capito più di noi, che siamo più "lamentosi" quando si tratta di fare qualche sacrificio. O, forse, semplicemente non hanno scelta perchè qualcun altro sceglie per loro.

All'ostello incontro diversi viaggiatori simpatici e interessanti, con cui scambio consigli ed opinioni. Con alcuni di essi farò anche la gita a Leshan a visitare il Grande Buddha. Come sempre, non manca l'eccezione: un Italiano del Sud che, quando lo saluto con un bel "Ciao" risponde, in Inglese, "I do not want to speak Italian" e continua a parlare con gli altri in Inglese. Quando esce dalla camera io e gli altri scoppiamo a ridere e gli diamo il meritato soprannome di "The nice one".

All'autostazione di Chengdu, la mattina della partenza per Jiuzhaigou, mi imbatto in questo cartello:

non mi sento assolutamente all'altezza e così mi vado a sedere da un'altra parte. Tuttora non mi è chiaro cosa qualifichi qualcuno come "Viaggiatore Importante". Data la stranezza del termine, non ho neanche avuto il coraggio di chiedere. La prossima volta che prendo il treno ad Arcore[1] provo a presentarmi così: "Buongiorno, sono un Viaggiatore Importante" e vediamo cosa succede - sospetto niente di buono, però.

A Chengdu una delle mete turistiche "obbligatorie" (un po' come le vetrerie di Murano quando si va a Venezia) è il centro di ricerca dove ci sono i Panda. Il Panda vive solo in Cina, e solo nel Sichuan. Il centro ne ha parecchi, che vengono coccolati e curati 24 ore al giorno.

Sono animali veramente strani: sono orsi, ma sono vegetariani (mangiano solo bamboo, e di questo solo alcune specie). Le conseguenze di un'alimentazione così povera sono:

  • devono mangiare in continuazione. E quando non mangiano, dormono
  • si muovono lentamente
  • hanno i riflessi di un bradipo

Se a tutto questo aggiungiamo che sono estremamente poco prolifici, risulta chiaro perchè sono a rischio di estinzione. E io credo che, nel caso del Panda, l'attività umana c'entri poco. Insomma, dopo averlo visto, il Panda, mi sono convinto che non è strano che sia sull'orlo dell'estinzione, ma piuttosto che non si sia ancora estinto. Non per niente gli etologi lo chiamano "il fossile vivente".
Bene, da quando sono accuditi e coccolati, 'sti Panda si comportano come le star di Hollywood. Dovreste vedere con che aria di sufficienza ti guardano, si mettono in mostra, menano un gran vanto, poi si girano e se ne vanno. Verrebbe una gran voglia di prenderli bonariamente a calci in culo . Non mi credete? Guardate un po' qui:

In realtà sono animali molto molto teneri. Le loro "tare" li rendono molto "simpatici", se si può usare questo termine per gli animali. Li guardi mentre fanno qualcosa, per esempio arrampicarsi sugli alberi, poi li perdi di vista un attimo e quando li ritrovi si sono addormentati, lì, mentre stavano facendo quella attività:

Nel centro ci sono anche i Panda Rossi, che secondo me sono altrettanto belli, teneri e simpatici:

ma, avendo cotanti coinquilini, sono bellamente ignorati dai visitatori. Devo ringraziare Helen per le foto dei Panda Giganti. La mia fotocamera, la Canon Powershot A80, smette inspiegabilmente di funzionare (poi mi diranno che si è rotta l'unità ottica, quindi è da buttare) proprio mentre mi accingo a fare la prima fotografia ai Panda Giganti. Helen sarà così gentile da farmi avere alcune delle sue foto, che vi ho riportato sopra. Dovrò poi correre di nuovo a Chengdu a comprare un'altra fotocamera per non perdere l'opportunità di fare foto nei giorni successivi - faccio giusto in tempo a prendere un taxi che, guidando come un pazzo (e non sto assolutamente scherzando) mi porterà all'aeroporto 35 minuti prima del volo per Lijiang, nello Yunnnan - fortunatamente riesco comunque a prenderlo.

Nota finale: Per il terzo lavaggio di fila tiro fuori dalla lavatrice un numero dispari di calzini. Succede solo a me, oppure esiste un "Teorema Fondamentale del Lavaggio" che prevede questo risultato?

  1. ^Arcore è dove prendo il treno per andare al lavoro.