XI'AN

A Xi'an arrivo di mattina, proveniendo dallo Hua Shan. Il bus ci lascia da qualche parte al di fuori della zona centrale delimitata dalle mura, un'area neppure segnata sulla mia mappa. Primo problema: andare verso il centro. Chiedo a qualcuno per la strada, nessuno parla Inglese e allora cerco di intendermi a gesti. Indico la mappa di Xi'an sulla mia guida Lonely Planet, e punto con il dito il centro-città. A me sembra, in questo modo, di indicare chiaramente la mia intenzione, ma evidentemente non è così. Si forma un capannello di persone, ognuna dice la sua. Sono su un viale molto grande, l'unica incognita è capire in che direzione prendere il bus locale. Alla fine la maggioranza propende per una direzione - prendo il bus che percorre questo viale enorme per un bel po', ma le mura della città non arrivano mai. Concludo che sto andando nella direzione sbagliata - scendo, prendo il bus in direzione opposta, passo nuovamente da dove sono salito e, dopo ulteriori 300 metri, entro finalmente nelle mura cittadine:

E mi si conferma un sospetto che avevo già avuto in altre occasioni in cui avevo ricevuto indicazioni sbagliate: se un Cinese non ha capito cosa gli stai chiedendo, difficilmente ti dirà che non ha capito, tenderà piuttosto a darti comunque una risposta nel tentativo di aiutarti. Anche se la cosa nasce da buone intenzioni, i risultati non sono buoni: se uno mi dice che non lo sà, posso sempre chiedere ad uno degli altri 1.299.999.999 Cinesi, ma se uno mi dà un'indicazione sbagliata me ne accorgo solo quando il danno è fatto.

Oltre a piovere, fa anche freddo. È da Pingyao che il tempo è cambiato e Pechino, con il sole e la temperatura calda, sembra essere stata 3 mesi fa.

La prima sera a Xi'an mi capita un episodio surreale: cammino sul marciapiede e vedo davanti a me un tizio che, dal modo in cui cammina, sembra un po' ciucco. Mentre decido come superarlo senza rischi, incrocia una ragazza. Il tizio ciucco le mette una mano sul sedere, questa si gira di scatto e gli molla un calcione negli stinchi che avrebbe azzoppato un elefante. Poi ognuno prosegue per la sua strada come se niente fosse, e senza profferire parola! Il tutto è stato così rapido e 'ben fatto' che, lì per lì, ho pensato si trattasse di una forma di saluto o di uno scambio di cortesie di uso locale. Da noi sarebbe partita una denuncia per molestie sessuali che si sarebbe conclusa dopo anni in un'aula di tribunale - ma si sà che da queste parti la giustizia è più rapida .

Nell'ostello conosco due ragazze Cinesi (Daisy e una sua amica) che studiano lingue all'università di Pechino. Ho l'opportunità di parlare con loro (parlano Inglese piuttosto bene, Daisy persino lo Spagnolo - non molto utile purtroppo perchè non lo parlo io) e di apprendere molte cose sul paese. Sono gentilissime e mi aiutano. Ho modo di discutere con loro di un fatto che avevo osservato già in precedenza: i Cinesi sembrano sopportare il rumore molto più di noi. Per esempio, dormono in metropolitana, vivono in città rumorosissime senza battere ciglio, se un camion gli suona il clacson neanche se ne accorgono, e così via. Daisy mi dice: "Vero, fa anche parte della nostra educazione/istruzione il fatto di riuscire a concentrarsi in situazioni difficili. Pensa che il Presidente Mao faceva le sue riflessioni al mercato degli ortaggi, che in Cina è l'ambiente più rumoroso che esista". Sono stato lì lì per ribattere "Ah beh, questo spiega molte cose" ma, non so come, sono riuscito a trattenermi.

Vicino all'ostello c'è una scuola, è domenica ma la scuola è aperta. Mi incuriosisco e chiedo alle due amiche cinesi: mi dicono che siccome dal 1° di Ottobre ci sarà una settimana di ferie, allora si va a scuola di Domenica 30 Settembre. Mi viene in mente che anche i Russi hanno un meccanismo simile, ma da noi suona strano. In ogni caso, a me sembra una buona idea.
»Dunque, le ferie: in Cina ci sono 3 settimane di ferie all'anno. La prima coincide con il capodanno Cinese (una cosa complicata legata alle lune, solo Confucio sa esattamente quando capita[1], comunque intorno a Febbraio), la seconda con la settimana del 1° Maggio (che qui, essendo un paese che si dichiara comunista, si festeggia come Marx comanda), e la terza con la settimana del 1° Ottobre (anniversario della proclamazione della Repubblica Popolare Cinese, avvenuta nel 1949). Queste settimane di ferie vengono chiamate "Golden Week". Posso ben capire che per loro siano settimane d'oro, visto che finalmente si possono godere un po' di meritato riposo. Ma per i turisti stranieri sono settimane nere: immaginate 1.3 MILIARDI di persone in ferie TUTTE INSIEME. Ero stato messo in guardia, dai libri e dalle persone, su cosa significhi, ma probabilmente ho sottostimato il fenomeno, perchè quando mi ci sono trovato di fronte è stato uno choc.

Qualunque cosa diventa difficile: salire sull'autobus, scendere dall'autobus, visitare un tempio, una pagoda, le mura della città, camminare nei giardini pubblici, etc. etc. Però si ha l'opportunità di vedere le famiglie cinesi in ferie.
»E non si può evitare di notare che le coppie hanno tutte un solo figlio, come vuole la legge (solo le minoranze etniche ne sono esenti). Certo questo comporta dei problemi, mi hanno detto (i genitori rivolgono tutte le loro aspettative sull'unico figlio, che sente ancora di più la pressione a far bene a scuola; cosa che qui, a differenza dell'Italia, è ancora un prerequisito per una carriera di successo). Ma, visto l'enorme affollamento, forse questa politica era l'unica strada percorribile? È difficile anche solo affrontare un argomento così delicato, mi limito a constatare quanto questa legge influisca sulla società cinese di oggi.

Ho modo di vedere, come già in altre città cinesi, enormi contrasti, per esempio nei mezzi di locomozione:

Il primo Ottobre riesco in qualche modo, nonostante la ressa, a visitare il tempio Da'Cien, che contiene le Pagoda della Grande Oca:

Il bel giardino del tempio contiene opere di pregio:

nelle quali, come avete visto, non potevano mancare i draghi .

Nel giardino scorgo anche un monaco intento ad una normalissima attività quotidiana:

All'interno di uno dei templi del complesso incontro un Inglese bizzarro che ha come guida privata una ragazza cinese. Deve essere un archeologo: se la prende con la sua guida perchè sostiene che nelle vicinanze di Xi'an esiste un sito archeologico importantissimo che le autorità cinesi tengono nascosto per evitare che persone straniere come lui possano visitarlo. Per questo, sostiene lui, non è riportato su alcuna mappa. La povera ragazza cerca di convincerlo che non c'è alcun complotto delle autorità cinesi ai suoi danni, e gli dice anche il nome di questo sito. L'Inglese continua a sostenere le sue idee in modo vigoroso. Siccome non dispone di una mappa mi si avvicina (ero l'unico non-Cinese nei paraggi), mi chiede se posso fargli vedere la mia guida Lonely Planet con la mappa delle vicinanze di Xi'an. Gliela dò e lui la mostra alla ragazza. Questa, impassibile, indica sulla mappa il posto che, secondo lui, tutta la Cina si era messa d'accordo per nascondergli: sulla mappa è ben indicato. L'Inglese lo guarda e lo riguarda, mi ringrazia mentre mi restituisce la guida turistica e si allontana insieme alla sua guida, continuando comunque a ripeterle che il governo cinese gli sta negando la libertà di vedere alcuni posti. Mah!

Fra i molti siti archeologici nelle vicinanze di Xi'an[2], il più famoso è indubbiamente l'Esercito di Terracotta. Ci vado e ne vale la pena:

Apprendo che è stato scoperto per caso, nel 1974, da un contadino che stava scavando un pozzo - e invece ha fatto la più importante scoperta archeologica del 20° secolo. Non so come sia stato ricompensato; spero con qualcosa di più della classica pacca sulle spalle, ma non ci conto troppo.

La mia opinione sull'Esercito di Terracotta: è senz'altro un'opera notevole, ma secondo me differisce da molte altre grandi opere dell'antichità per un fatto importante: una statua di terracotta non è, di per sè, gran cosa, mentre 6000 statue (l'Esercito di Terracotta appunto) sono considerate una meraviglia. Ma 6000 statue non sono altro che 6000 volte una statua! Insomma, a differenza di opere come il Colosseo, la Grande Piramide, il Colosso di Rodi etc., l'Esercito di Terracotta non presentava, secondo me, problemi ingegneristici particolari e quindi non è, di per sè, espressione di una società evoluta (la Cina del 220 AC lo era, ma questo è un altro discorso). Sembra che 700.000 persone siano state dedicate alla realizzazione dell'opera (evidentemente i Cinesi erano tanti anche allora), quindi potrebbe essere semplicemente successo che gruppi di un centinaio di persone siano stati dedicati alla realizzazione di una singola statua (il che spiegherebbe perchè sono tutte diverse), e la cosa è finita lì. L'espressione sul viso dei guerrieri è molto intensa e parla delle grandi abilità artistiche di chi li ha creati:

Trovo molto buona l'idea di creare il museo in-situ: le 3 fosse dove i visitatori possono vedere l'Esercito sono le stesse in cui sono state rinvenute e, tuttora, gli archeologi vi continuano a scavare.

Xi'an è una delle città cinesi con una più vasta comunità musulmana. Il quartiere islamico è illuminato e coloratissimo da visitare alla sera, con i molti negozi e ristoranti all'aperto:

E quì, per la terza volta[3] mi capita, parlando di economia, che un Cinese mi faccia questo discorso:

- Quanto vale la vostra moneta rispetto alla nostra?
- Beh, al momento un Euro vale circa 10 Yuan
- Ecco, quindi voi siete 10 volte più ricchi.

Semplice, no? Verrebbe da ribattere: allora, quando noi Italiani avevamo la lira, eravamo 200 volte più poveri???

  1. ^Per determinare la data è necessario conoscere il calendario cinese. Vedi quì per ulteriori dettagli.
  2. ^Xi'an è stata capitale della Cina per 4000 anni e i suoi dintorni sono pieni di siti archeologici contenenti tombe di imperatori, terme dell'epoca antica, villaggi neolitici e molto altro.
  3. ^Mi era pre precedentemente capitato a Tunxi e Beijing