SUZHOU

Suzhou è la città dei canali, della seta, dei giardini...insomma ha così tante particolarità da meritare senz'altro una visita. Ho addirittura letto sulla guida che è la "Venezia dell'Est". E questo mi ricorda che in passato ho trovato la definizione di "Venezia del Nord" usata per Amsterdam, Bruges, Copenhaghen e San Pietroburgo (e forse altre che ora mi sfuggono) e chissà quali altre città sono chiamate "Venezia del Sud" e "Venezia dell'Ovest" - e fortuna vuole che abbiamo solo 4 punti cardinali . Tutte definizioni ad effetto che hanno il solo scopo di "vendere" una città. A Suzhou ci sono i canali, è vero, e alcuni sono anche carini, con i ponticelli in pietra, ma Suzhou è anche una città da 5 milioni di abitanti, con viali ampi e trafficati e un'economia in grande crescita. Non è brutta, per carità, ma a Venezia non assomiglia per niente.

Il Museo della Seta è gradevole: illustra la storia di questo materiale, i cui segreti la Cina è riuscita a nascondere al resto del mondo per oltre 3000 anni. E la Via della Seta, illustrata da questo bassorilievo:

era il percorso (ma in realtà ne esistevano diversi, sia per mare che per terra) attraverso cui questo materiale arrivava in Occidente, già dai tempi dell'Impero Romano.

Dicevo dei canali: ce ne sono diversi:

la vista è bella, ma non sono proprio pulitissimi, per dirla con un eufemismo (ecco, in questo Suzhou assomiglia a Venezia ). Riesco a visitare un paio di giardini: il Giardino dell'Umile Amministratore:

e il Giardino del Maestro delle Reti:

Il primo è grande ed è probabilmente il più famoso. Il secondo è piccolo ma straordinariamente armonioso. Grazie a tecniche "illusionistiche" come questa:

riesce a dare l'idea di spazio e profondità.
I giardini cinesi sono molto diversi da come noi intendiamo i giardini, e sono composti da molti elementi: rocce, laghi, padiglioni in legno, fiori e alberi. »All'ora di punta ho modo di vedere l'enorme traffico nelle strade della città:

Al ritorno alla stazione, sulla piazza, c'è una squadra di operai che sta facendo dei lavori. Intorno si forma una grande folla e questi che lavorano, lavorano, lavorano, con una velocità e un'abilità eccezionali (stanno posando dei tubi dell'acqua in verticale con una piccola ruspa e altre persone aiutano a mano muovendo il palo della trivella). E ho come l'impressione che la presenza degli "spettatori" sia uno stimolo per i lavoratori a fare di più e meglio, e allo stesso tempo la bravura e l'impegno dei lavoratori attiri sempre più persone, in una spirale positiva che mette al centro il lavoro come un valore. Interessante. E certamente impossibile da vedere, ai giorni nostri, dalle nostre parti.